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__Il Reflector è lo
specialista che, a seguito di una formazione almeno biennale, condotta
seguendo i principi del Reflecting, ha assunto abilità nell'utilizzare
ogni segnale informatore per offrire alla persona idonee sollecitazioni
alla riflessione. Contrario ad ogni criterio terapeutico basato su
precetti di autorità, su ordini, consigli, o inviti, il Reflector
aiuta l'individuo ad avvertire le contraddizioni, ad assumere la consapevolezza
delle motivazioni che determinano le scelte, ad innalzare l'edificio
della propria personalità. Egli agisce una relazione indispensabile
al bisogno che la persona ha di muoversi nella propria interiorità
di conoscere e discernere ogni aspetto dell'universalità che le appartiene
di sviluppare il proprio sé.(Statuto SIR)
__Il reflector stimola la persona ad
avvertire in sé le contraddizioni, la consapevolezza delle motivazioni
che determinano le scelte, a maturare autonomamente e raggiungere
nuovi equilibri. Agevola questa ri-creazione interiore, instaura un
rapporto interpersonale nell'ambito del quale favorisce le facoltà
riflessive con ogni mezzo espressivo comunicazionale, senza intrusione,
affinché il soggetto possa muovere alla riconquista di un terreno
prezioso su cui camminare sicuro.
__ L'intento del reflector non è quello
di intraprendere un'opera di risanamento e di ricostruzione né di
rieducare, ma di affiancare l'individuo nel percorso che porta a riscuotere
l'efficacia contro l'apatia che paralizza, acceca e impedisce di pensare,
di esercitare il potere di scelta e di rinunciare al diritto di giudizio.
Il cammino è sicuramente irto di ostacoli, ma la persona, affacciata
sul proprio caos interiore, trova, come abbiamo già avuto modo di
affermare, nella riflessione un potentissimo ausiliario per diventare
lettrice e autrice di se stessa.
__ Il reflector, alle espressioni linguistiche
fecondate e arricchite da contenuto, struttura ed effetto, sa sapientemente
aggiungere il contributo paralinguistico, quelle emissioni di suoni
differenti che, articolati con sfumature, toni e acutezze diverse,
varietà nelle note di forza, di timbro e di coloritura, danno vita
a un linguaggio emozionale, a diverse immagini affettive.
Le sollecitazioni attraverso le diverse polarizzazioni nello spazio
si richiamano ad alto, basso, sinistra, destra, alto/sinistra, alto/destra,
basso/sinistra, basso/destra e ai rispettivi simboli tipici: sole,
quercia, seme…, fango, abisso, catene…, foresta, caverna, chiave…,
città, strada, torcia…, ape, Magna Mater, campana…, estate, fiume,
freccia…, tramonto, inverno, drago…, sangue, mostro, mulo…
__ Al simbolismo delle polarità che consente
di suggerire i significati di un'idea connessa con l'immagine originaria,
concetto proprio dell'amplificazione junghiana che permette collegamenti
culturali, universali o archetipici, si sommano le connotazioni associative
verbali. All'atto comunicativo di un movimento verso l'alto, potranno
essere altrimenti associate le parole "su", oppure "alto", "elevato",
che il reflector utilizzerà per stimolare il soggetto a preziosi approfondimenti
e che dovranno servire - come ogni altro atto comunicativo - a un
approccio dinamico indispensabile per offrirgli l'opportunità di analizzare
il proprio percorso di vita, riconoscere e mettere in discussione
l'idea che può avere di sé, cercare una comprensione nuova e individuare
un cambiamento di direzione. In riferimento all'alto, per esempio,
le connotazioni associative verbali, possono essere: "progressione",
"cambiamento", "dinamico"…, al basso, "inibizione", "debolezza", "apatia"…
__ Nell'aiuto alla persona si ricorre
a tutti quegli atti comunicativi che la agevolano nel "volgersi indietro",
per ritrovare i ricordi del passato, gli oggetti che parlano di lei,
facilitando così la lettura e l'elaborazione interpretativa delle
immagini di sé. Il reflector deve padroneggiare tutti quei comportamenti,
quelle qualificazioni espressive o fenomeni d'influenza grazie ai
quali può suscitare nell'individuo il desiderio di analizzare ciò
che lo definisce. Tra questi non possono mancare quelli derivati dal
dinamismo e dall'orientamento del movimento, con i loro simboli tipici
e le loro connotazioni associative. Un parlare agli altri attraverso
la definizione nello spazio vuoto di tracce figurative tra cui il
punto, luogo di congiunzione, di incrocio di due coordinate, ascisse
e ordinate, e altri diversi andamenti, compenetrazioni, espansioni
e direzioni. |
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G.Pesci
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