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- Intervista al prof. Guido Pesci andata in onda su emittenti TV giornalista Tiziana Isitani

- Siamo a conoscenza dell’innovativa terapia del Reflecting e della nuova figura professionale del Reflector, lei, che ne ha la paternità può darci ulteriori informazioni a questo riguardo?
Il Reflecting è la scienza su cui si basa la professione di Reflector, una scienza già documentata dal volume Reflecting-Un metodo per lo sviluppo del Sé- e dal Manuale di reflecting .
Il Reflector è il professionista che utilizza ogni segnale informatore per offrire alla persona idonee sollecitazioni alla riflessione. Contrario ad ogni criterio terapeutico basato su precetti di autorità, su ordini, consigli o inviti aiuta l’individuo ad avvertire le contraddizioni, ad assumere consapevolezza delle motivazioni che determinano le scelte, ad innalzare l’edificio della propria personalità. Il Reflector agisce una relazione indispensabile al bisogno che la persona ha di muoversi nella propria interiorità, di conoscere e discernere ogni aspetto dell’universalità che le appartiene, di sviluppare il proprio Sé.

- Mi pare che il Reflecting si proponga come una scienza e un metodo alternativo alle terapie, alle psicoterapie…
Qualcuno l’ha già voluta leggere come un’antipsicoterapia. Le definizioni e le collocazioni tuttavia non mi interessano, sono consapevole di avere originato una modalità di aiuto alla persona che si distingue da tutte le altre. La differenza che sostanzia il reflecting dalle altre psicoterapie è quella di servirsi non dell’esclusiva parola troppo spesso utilizzata come farmaco, ma di ogni mezzo comunicazionale.

-Ma la parola è stato dimostrato che fa bene, che può aiutare, tutte le discipline psicologiche si basano su di essa.
Questo è il problema, si vuole insistere ad aiutare gli altri per mezzo del linguaggio verbale senza tener conto di tutte le altre espressioni. C’è un abuso della parola, per giudicare, per guidare, per consigliare e gestire l’altro... Troppi specialisti si alzano al mattino per dire agli altri cosa devono fare, inducendo così queste persone a chiedere consigli per tutta la vita. Ecco i limiti di tanti operatori che utilizzano la sola parola. Loro parlano gli altri ascoltano e agiscono come gli è stato indicato, perdendo la loro libertà. Io ritengo che l’uomo abbia bisogno di crescere e vivere in libertà.

-Oltre alla professione il Reflector mi pare ispiratore di nuovi modelli di vita e di pensiero.
Proprio così, egli è impegnato nel tutelare la libertà individuale. La società ha bisogno di uomini liberi e al Reflector si chiede di destare, sviluppare, organizzare nel sociale un’azione di riscatto contro i fraudolenti tentativi del persuadere e del consigliare.

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