- Siamo a conoscenza dell’innovativa terapia del Reflecting
e della nuova figura professionale del Reflector, lei, che ne
ha la paternità può darci ulteriori informazioni a questo riguardo?
Il Reflecting è la scienza su cui si basa la professione di Reflector,
una scienza già documentata dal volume Reflecting-Un metodo
per lo sviluppo del Sé- e dal Manuale di reflecting
.
Il Reflector è il professionista che utilizza ogni segnale informatore
per offrire alla persona idonee sollecitazioni alla riflessione.
Contrario ad ogni criterio terapeutico basato su precetti di autorità,
su ordini, consigli o inviti aiuta l’individuo ad avvertire le
contraddizioni, ad assumere consapevolezza delle motivazioni che
determinano le scelte, ad innalzare l’edificio della propria personalità.
Il Reflector agisce una relazione indispensabile al bisogno che
la persona ha di muoversi nella propria interiorità, di conoscere
e discernere ogni aspetto dell’universalità che le appartiene,
di sviluppare il proprio Sé.
- Mi pare che il Reflecting si proponga come una scienza e
un metodo alternativo alle terapie, alle psicoterapie…
Qualcuno l’ha già voluta leggere come un’antipsicoterapia. Le
definizioni e le collocazioni tuttavia non mi interessano, sono
consapevole di avere originato una modalità di aiuto alla persona
che si distingue da tutte le altre. La differenza che sostanzia
il reflecting dalle altre psicoterapie è quella di servirsi non
dell’esclusiva parola troppo spesso utilizzata come farmaco, ma
di ogni mezzo comunicazionale.
-Ma la parola è stato dimostrato che fa bene, che può aiutare,
tutte le discipline psicologiche si basano su di essa.
Questo è il problema, si vuole insistere ad aiutare gli altri
per mezzo del linguaggio verbale senza tener conto di tutte le
altre espressioni. C’è un abuso della parola, per giudicare, per
guidare, per consigliare e gestire l’altro... Troppi specialisti
si alzano al mattino per dire agli altri cosa devono fare, inducendo
così queste persone a chiedere consigli per tutta la vita. Ecco
i limiti di tanti operatori che utilizzano la sola parola. Loro
parlano gli altri ascoltano e agiscono come gli è stato indicato,
perdendo la loro libertà. Io ritengo che l’uomo abbia bisogno
di crescere e vivere in libertà.
-Oltre alla professione il Reflector mi pare ispiratore di
nuovi modelli di vita e di pensiero.
Proprio così, egli è impegnato nel tutelare la libertà individuale.
La società ha bisogno di uomini liberi e al Reflector si chiede
di destare, sviluppare, organizzare nel sociale un’azione di riscatto
contro i fraudolenti tentativi del persuadere e del consigliare.