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__Prometeo
rubò il fuoco agli dei per donarlo agli uomini e così fece cosa
gradita al consorzio umano. Il Reflecting cerca un modo per sottrarre
dalla catena intricata dell'anima la fiamma della riflessione:
non dà un fuoco già acceso, ma fornisce i mezzi affinché questo
fuoco nasca nell'altro.
__Nonostante
la massima "Vuoi che ti sia concessa vera libertà? Servi alla
filosofia" non possiamo considerare Epicuro come un precursore
del Reflecting poiché, sebbene cercasse di liberare gli uomini
dalla paura degli dei e della morte, era un filosofo, portava
avanti la sua filosofia: solo se credevi in lui e in quello che
diceva, cioè solo se ti lasciavi convincere, potevi essere libero
dalla paura.
__Il
Reflecting non cerca di convincere come la filosofia, è un modo
di porsi di fronte all'altro per potergli dare gli strumenti adatti
alla riflessione.
Se Epicuro non può essere considerato un precursore di questa
scienza, può esserlo sicuramente Socrate, colui che "faceva partorire
agli altri il loro punto di vista". La maieutica è uno dei tanti
strumenti che il Reflector ha per svolgere la sua importante missione:
far riflettere. Grazie a tale obiettivo il Reflecting si configura
come una scienza emancipativa poiché chi riflette tende per forza
ad una libertà.
____"Ortodossia
significa non pensare, non aver bisogno di pensare.
____
L'ortodossia è non- conoscenza". (Orwell, 1984)
__Il
Reflector si rivolge alle persone non in quanto uomini, ma in
quanto singoli. Cerca di giovare al singolo, all'unico, senza
tuttavia perdere di vista la "social catena", cerca di giovare
all'individuo nel rispetto della comunità ed anzi tende ad una
società giusta e libera che non sia una massa fredda di persone
omologate, ma sia invece l'unione di singoli esseri pensanti.
____"tu
hai il diritto di essere ciò che hai il potere di essere"
____(Stirner,
L'Unico e la sua proprietà)
__Il
Reflector è padrone delle forme di comunicazione, comunica, "mette
insieme doni", non si contrappone né entra in simbiosi con chi
gli sta davanti, fornisce alla persona la possibilità di pensare
criticamente, fa crescere e cresce, si arricchisce e arricchisce,
dando modo all'altro di prendere la via dell'equilibrio.
__Essere
specialisti significa avere determinate conoscenze, essere in
grado di metterle insieme, padroneggiare gli strumenti e se stessi
per avere il coraggio di non indurre l'altro a credere in qualcosa,
sia questo qualcosa una psicoterapia o un'opinione, ma di dare
modo all'altro di riflettere per giungere ad un equilibrio dinamico.
Compito del Reflector è uccidere il bisogno del Reflector, far
sì che la persona, raggiunto quest'equilibrio dinamico con le
sue forze intime, possa con le stesse forze mantenerlo. Nel rapporto
persona- specialista, egli è un suggeritore che non suggerisce,
è un formatore che dà "soltanto" i mezzi attraverso i quali la
persona possa trovare in sé la via dell'armonia.
__Il
Reflecting non dà risposte, aiuta a riflettere. Ogni riflessione
non condurrà ad una verità assoluta per la quale la risposta deve
essere giusta o sbagliata, poiché è un processo attraverso il
quale si giunge ad una nuova riflessione. Se ci manteniamo nella
concretezza della vita reale, tra i bisogni di ognuno, tali processi
portano ad un equilibrio dinamico che si spezzerebbe qualora smettessimo
di pensare.
__Un
equilibrio statico è una speculazione metafisica. Un equilibrio
dinamico è l'armonia che tutti ricerchiamo, che dobbiamo tener
viva assieme al fuoco della nostra riflessione, un'armonia che
possiamo raggiungere e mantenere cogliendo da noi stessi le chiare
fonti dell'atarassia. Grazie al Reflector, la persona può individuare
le sue sorgenti dell'equilibrio, può incamminarsi e raggiungere
le fresche acque e bere così l'acqua che non disseterà per sempre
certo, ma che sarà sempre lì dove si è trovata, al termine della
via che lo specialista aiuta a trovare e che la persona possiede,
al termine della via che non cambierà e sarà al contempo diversa,
se non sarà spenta la luce del pensiero e se non si crederà che
di quell'acqua non abbiamo più bisogno.
__ Il
Reflecting ha nel rapporto con l'altro il suo fondamento. La persona
è considerata come un'universalità complessa, sorgente e fine
dell'equilibrio. La persona è il singolo, l'unica e irripetibile
possibilità tra miliardi di possibilità, è la libertà e il suo
territorio. Il Reflector non vede nell'individuo che gli sta di
fronte né il divino né l'umano poiché chi gli sta di fronte è
l'unico, è il Tutto per sé. La persona che chiede aiuto è un pellegrino
che non ha bisogno né di maestri né di guru, ma ha bisogno solamente,
se così si può dire, di un'altra persona che lo aiuti a riflettere,
ad intraprendere il cammino. Questo cammino è dentro il pellegrino
stesso, non può che essere parte di lui.
__ Colui
che si rivolge al Reflector non è un soggetto di un esperimento,
non è solo un "caso" da archiviare con sigle rispettose della
sua privacy, non è un malato da guarire né un infimo da guardare
dall'alto in basso. E' una persona in stato di disagio capace
però, con l'aiuto dello specialista, di superare tale disagio.
Nessuno può essere in armonia con se stesso se non lo è anche
con gli altri. Lo scopo del Reflecting, il suo termine ultimo
e sommo, è una società più giusta e più vera, nella quale tutti
sappiano trarre fuori il meglio per se stessi e anche per gli
altri. La "social catena" è il cielo in cui tutte le stelle risplendono
assieme, ma tutte uniche nel loro brillare. Per quest'attenzione
alla globalità il Reflecting si struttura come una scienza utopica,
che crede e si muove verso un futuro che ancora non si è realizzato,
insomma una scienza per il cambiamento.
( sta in rivista Pedagogia Clinica-Pedagogisti Clinici n.
1/2002)
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