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__"Nosce te ipsum".
Questo monito è l'ammonimento dei maestri che ci accompagna fin
dall'antichità.. Analizzare il proprio caos psichico, fare il
bilancio delle proprie luci e delle proprie ombre, dell'attivo
e del passivo, di ciò che si è e di ciò che si vorrebbe essere,
si riassume in una sola parola: "riflettere". Saper riflettere
significa destare il senso della necessità assoluta di vivere
in modo più consapevole, rendersi conto delle proprie possibilità
e potersene avvalere; opportunità questa, che ci viene offerta
dal metodo Reflecting. La riflessione regola e indirizza positivamente
lo sviluppo del sentimento e, inducendo all'analisi e all'interpretazione
della propria esistenza, anche la maniera di affrontare gli eventi.
Essa illumina il fitto labirinto della vita interiore fino a rendere
conoscibile l'inconoscibile e a favorire così in ciascun individuo
lo sviluppo e il dominio su se stesso. Ognuno custodisce infatti
dentro di sé il segreto della propria prosperità, ed è necessario
che ne divenga consapevole e che sia disposto a interrogarsi continuamente,
nonché ad ascoltare con attenzione e rispetto facendo risuonare
dentro di sé ogni più intimo pensiero in modo da lasciarlo penetrare
nella propria mente. Grazie alla riflessione l'uomo prende coscienza
delle innumerevoli risorse interiori che lo animano, lo sospingono
ad agire e a progredire fino a renderlo capace di vincere i muri
delle pene, degli ostacoli, delle contraddizioni e a mutarli in
gradini ascendenti sui quali muovere verso un disegno ideale importante:
la conquista di una personalità libera e armoniosa. La riflessione
costituisce dunque un potente mezzo per opporsi ad ogni tirannide,
ad ogni schiavitù, per conseguire, liberi dalle scorie ed errori,
un sovrano dominio interiore che. L'azione del riflettere apre
a vasti orizzonti, sprigionando nella persona un desiderio inestinguibile
di conoscenza che la porta a scandagliare le acque del suo unico
e meraviglioso mare intimo, fino ad analizzare una a una a le
"sostanze" che compongono il suo essere e fondano il suo esistere.
Il centro della vita interiore è la sola realtà a cui l'individuo
si può affidarsi per vincere ogni debolezza e assurgere a una
consapevolezza chiara, potente a attiva che gli permette di sfidare
le difficoltà. Egli deve quindi trovare in se tesso i beni più
autentici e tra questi, la riflessione è senz'altro il più grande
di tutti perché lo guida nell'intima analisi del pensiero che
regola l'esistenza, le idee, i giudizi, il sentire, nonchè i propositi,
le decisioni e le azioni. Lo sguardo interiore deve però farsi
chiaro e profondo, così da consentire a ognuno di vedere e scoprire
le proprie trame segrete, le leggi di affinità, di trasmissione,
le analogie, le influenze, le relazioni, le risonanze, il gioco
degli istinti, le radici delle abitudini, le catene della memoria.
La tonalità della riflessione può indicare la strada per il raggiungimento
di una personalità consapevole mediante l'orientamento positivo
delle energie e l'animazione della mente contro ogni elemento
corrosivo derivante dalle proprie attività e dalla paralisi dei
sentimenti provocata da un oscuro disaccordo con la vita. Le paure,
i silenzi, gli impulsi e le rinunzie devono trovare, nel governo
della riflessione, il modo di tramutarsi in fermi propositi di
riuscire con successo in ogni attività intraprendendola con volontà
e fiducia. Tutto ciò è possibile grazie al metodo Reflecting,
che nasce con l'intenzione di vincere ogni stato di inerzia elaborativa
e favorire esperienze volte a sviluppare una profonda comprensione
di se stessi, nonché a destare ed organizzare l'azione della volontà,
agevolare lo slancio vitale, dominare le circostanze, vincere
gli ostacoli e promuovere la conquista dell'armonia.
Da "Rivista Babele n° 25 Settembre-Dicembre 2003"
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