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IL REFLECTOR NELL'ISTRUZIONE SCOLASTICA: PERCORSI DI RIFLESSIONE CON I GENITORI DEGLI ALLIEVI
Alessandro Ugatti

__La relazione, si pone l'obiettivo di presentare un'esperienza, che mi vede coinvolto personalmente come Reflector, all'interno della scuola. Un'esperienza professionale, che attraverso le sue fasi operative di sviluppo, mi ha permesso di sperimentare la formazione appresa e modificare il mio stile professionale.
__Il progetto nasce dalla necessità, da parte dell'Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Ferrara, di inserire e sperimentare all'interno dei progetti di Educazione alla Salute per la scuola, percorsi di aiuto capaci di garantire, un supporto ai genitori degli allievi, quando questi vengono ad incontrare quel periodo della vita che è l'adolescenza. Tale necessità, ha dato vita ad gruppo di lavoro, composta da alcuni professionisti nel campo pedagogico e psicologico, all'interno del quale, ho avuto modo di presentare la professionalità, le modalità operative e gli obiettivi del metodo Reflecting.
__La sperimentazione, di nuove metodologie di aiuto, è stata orientata agli Istituti Professionali della città, dove risulta minore il coinvolgimento e la partecipazione dei familiari e maggiori i bisogni evidenziati dagli allievi frequentanti. Particolare attenzione è stata rivolta a tutte quelle famiglie, che generalmente non partecipano agli incontri scolastici e verso quelle dinamiche sociali, non particolarmente legate al rendimento scolastico ma che provocano fenomeni di bullismo, indifferenza, esclusione ed emarginazione sociale, così come la sperimentazione o l'uso di sostanze
__L'architettura progettuale è stata caratterizzata da specifiche fasi di lavoro. Di fondamentale importanza, per creare i migliori presupposti operativi all'interno della scuola è stata la presentazione progettuale e metodologica, prima con la dirigenza scolastica e successivamente con i coordinatori di classe, nella quale sono emerse le proposte e azioni in grado di informare, coinvolgere ed incontrare i genitori degli allievi. Primi e necessari incontri nei quali attraverso la presentazione professionale, l'ascolto e adeguati sollecitatori alla riflessione si è potuto dare inizio ad un clima di conoscenza, comprensione e fiducia, permettendo loro di far nascere le azioni indispensabili per sviluppare l'intera esperienza.
__La seconda fase è stata caratterizzata dal rendere operative le proposte emerse, attraverso la strutturazione di opportunità di incontro con le famiglie, in un primo momento individuali, per poi allargare l'azione al gruppo. Per accogliere adeguatamente ed individualmente le richieste dei familiari, grazie all'informazione da parte della segreteria e all'invito dei professori, è stato attivato lo "Spazio Genitori", un adeguato ambiente di contatto ed incontro con il Reflector, attivo due mattine alla settimana. Gli incontri con il singolo o la coppia, mi hanno permesso di strutturare un rapporto interpersonale, favorendo e agevolando, con ogni mezzo espressivo comunicazionale e senza intrusione, l'opportunità di far apprendere a loro la propria realtà familiare, le dinamiche relazionali, il rapporto con la scuola e riflettere sulle modalità di crescita del proprio figlio. Tale intenzionalità "maieutica", ha permesso loro di giungere ad una maggiore consapevolezza, conquistare nuovi equilibri e intese, incamminandosi verso l'evoluzione familiare, che la crescita del proprio figlio comporta.
__Successivamente, l'azione progettuale è stata estesa al gruppo, attraverso quattro incontri dedicati all'adolescenza, nei quali è stato garantito alle famiglie partecipanti, l'opportunità di dar vita ad uno scambio comunicazionale di condivisione e riflessione originato dalle proprie esperienze. Un opportunità di aiuto, che si è co-evoluta attraverso la reciproca influenza di tutte le persone che hanno partecipato e nella quale, ogni componente, essendo parte integrante del sistema stesso, ha rappresentato una risorsa da far emergere e potenziare.
__L'aiuto al gruppo ha seguito l'architettura operativa che caratterizza il metodo: l'accoglienza delle famiglie nello spazio strutturato in modo semicircolare, apertura dell'incontro da parte del dirigente scolastico e la mia presentazione professionale e progettuale, che ha permesso di dar avvio all'esperienza in maniera adeguata. Successivamente, grazie a stimoli visivi, caratterizzati da adeguate parole e frasi, attraverso "slide" con appropriata cromaticità, e grazie alla molteplicità di linguaggi che si raccolgono nella semiotica, si è dato avvio ad un processo circolare di riflessione partecipata, nella quale le famiglie hanno dato inizio, ad un'azione co-evolutiva in grado di far ritrovare in loro, potenzialità e risorse da mettere al servizio dei propri meccanismi adattivi.
__L'intenzionalità, è stata quella di accompagnarli nella riflessione, dando spazio ai silenzi, alle pause, sostare sui dati oggettivi portati dal gruppo; un percorso di aiuto, in cui la logica assunta non è quella lineare, secondo la quale il professionista istruisce semplicemente, travasando le proprie conoscenze/competenze da sé all'altro ma è di tipo "ecologico", "co-evolutivo", nel quale la crescita evolve attraverso la reciproca influenza e riflessione delle parti coinvolte.
__Gli elementi che sono intervenuti nella realizzazione del percorso di aiuto sono molteplici e tutti in stretta connessione tra loro; pertanto mi è sembrato opportuno cercare una forma simbolica di rappresentazione del progetto stesso, al fine di rendere possibile una lettura e una percezione della sua struttura e del suo intento. A questo scopo ho scelto una spirale, che simbolicamente richiama l'evoluzione di una forza, di un processo, di un metodo che attraverso il suo movimento circolare, esce dal punto di origine e si prolunga all'infinito. La spirale, attraverso la propria estensione e continuità ciclica in progresso, vuole rappresentare l'evoluzione dell'esperienza, che partendo dalla base rappresentata dal metodo, evolve in modo dinamico e circolare verso una dimensione di sempre maggiore apertura e coinvolgimento.
__ L'asse attorno al quale la spirale si crea è la relazione, mentre gli elementi che la sostengono e la indirizzano sono il Reflector, le famiglie e tutte le persone presenti nel contesto nel quale si è realizzata l'esperienza.
__ Al termine dell'esperienza le famiglie, hanno ampiamente riconosciuto l'utilità dei percorsi e dimostrato la loro soddisfazione, in termini di cambiamento delle disponibilità e nelle intese, sia all'interno del proprio nucleo familiare che nei rapporti con la scuola. Notevole interesse per il metodo Reflecting si è avuto, sia in ambito istituzionale che all'interno della scuola, portando la dirigenza scolastica a richiedere per il nuovo anno scolastico la riproposizione progettuale, ampliando il percorso agli insegnanti, nell'ottica di migliorare la proposta formativa scolastica.

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