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__La
relazione, si pone l'obiettivo di presentare un'esperienza, che
mi vede coinvolto personalmente come Reflector, all'interno della
scuola. Un'esperienza professionale, che attraverso le sue fasi
operative di sviluppo, mi ha permesso di sperimentare la formazione
appresa e modificare il mio stile professionale.
__Il
progetto nasce dalla necessità, da parte dell'Assessorato alla
Pubblica Istruzione del Comune di Ferrara, di inserire e sperimentare
all'interno dei progetti di Educazione alla Salute per la scuola,
percorsi di aiuto capaci di garantire, un supporto ai genitori
degli allievi, quando questi vengono ad incontrare quel periodo
della vita che è l'adolescenza. Tale necessità, ha dato vita ad
gruppo di lavoro, composta da alcuni professionisti nel campo
pedagogico e psicologico, all'interno del quale, ho avuto modo
di presentare la professionalità, le modalità operative e gli
obiettivi del metodo Reflecting.
__La
sperimentazione, di nuove metodologie di aiuto, è stata orientata
agli Istituti Professionali della città, dove risulta minore il
coinvolgimento e la partecipazione dei familiari e maggiori i
bisogni evidenziati dagli allievi frequentanti. Particolare attenzione
è stata rivolta a tutte quelle famiglie, che generalmente non
partecipano agli incontri scolastici e verso quelle dinamiche
sociali, non particolarmente legate al rendimento scolastico ma
che provocano fenomeni di bullismo, indifferenza, esclusione ed
emarginazione sociale, così come la sperimentazione o l'uso di
sostanze
__L'architettura
progettuale è stata caratterizzata da specifiche fasi di lavoro.
Di fondamentale importanza, per creare i migliori presupposti
operativi all'interno della scuola è stata la presentazione progettuale
e metodologica, prima con la dirigenza scolastica e successivamente
con i coordinatori di classe, nella quale sono emerse le proposte
e azioni in grado di informare, coinvolgere ed incontrare i genitori
degli allievi. Primi e necessari incontri nei quali attraverso
la presentazione professionale, l'ascolto e adeguati sollecitatori
alla riflessione si è potuto dare inizio ad un clima di conoscenza,
comprensione e fiducia, permettendo loro di far nascere le azioni
indispensabili per sviluppare l'intera esperienza.
__La
seconda fase è stata caratterizzata dal rendere operative le proposte
emerse, attraverso la strutturazione di opportunità di incontro
con le famiglie, in un primo momento individuali, per poi allargare
l'azione al gruppo. Per accogliere adeguatamente ed individualmente
le richieste dei familiari, grazie all'informazione da parte della
segreteria e all'invito dei professori, è stato attivato lo "Spazio
Genitori", un adeguato ambiente di contatto ed incontro con il
Reflector, attivo due mattine alla settimana. Gli incontri con
il singolo o la coppia, mi hanno permesso di strutturare un rapporto
interpersonale, favorendo e agevolando, con ogni mezzo espressivo
comunicazionale e senza intrusione, l'opportunità di far apprendere
a loro la propria realtà familiare, le dinamiche relazionali,
il rapporto con la scuola e riflettere sulle modalità di crescita
del proprio figlio. Tale intenzionalità "maieutica", ha permesso
loro di giungere ad una maggiore consapevolezza, conquistare nuovi
equilibri e intese, incamminandosi verso l'evoluzione familiare,
che la crescita del proprio figlio comporta.
__Successivamente,
l'azione progettuale è stata estesa al gruppo, attraverso quattro
incontri dedicati all'adolescenza, nei quali è stato garantito
alle famiglie partecipanti, l'opportunità di dar vita ad uno scambio
comunicazionale di condivisione e riflessione originato dalle
proprie esperienze. Un opportunità di aiuto, che si è co-evoluta
attraverso la reciproca influenza di tutte le persone che hanno
partecipato e nella quale, ogni componente, essendo parte integrante
del sistema stesso, ha rappresentato una risorsa da far emergere
e potenziare.
__L'aiuto
al gruppo ha seguito l'architettura operativa che caratterizza
il metodo: l'accoglienza delle famiglie nello spazio strutturato
in modo semicircolare, apertura dell'incontro da parte del dirigente
scolastico e la mia presentazione professionale e progettuale,
che ha permesso di dar avvio all'esperienza in maniera adeguata.
Successivamente, grazie a stimoli visivi, caratterizzati da adeguate
parole e frasi, attraverso "slide" con appropriata cromaticità,
e grazie alla molteplicità di linguaggi che si raccolgono nella
semiotica, si è dato avvio ad un processo circolare di riflessione
partecipata, nella quale le famiglie hanno dato inizio, ad un'azione
co-evolutiva in grado di far ritrovare in loro, potenzialità e
risorse da mettere al servizio dei propri meccanismi adattivi.
__L'intenzionalità,
è stata quella di accompagnarli nella riflessione, dando spazio
ai silenzi, alle pause, sostare sui dati oggettivi portati dal
gruppo; un percorso di aiuto, in cui la logica assunta non è quella
lineare, secondo la quale il professionista istruisce semplicemente,
travasando le proprie conoscenze/competenze da sé all'altro ma
è di tipo "ecologico", "co-evolutivo", nel quale la crescita evolve
attraverso la reciproca influenza e riflessione delle parti coinvolte.
__Gli
elementi che sono intervenuti nella realizzazione del percorso
di aiuto sono molteplici e tutti in stretta connessione tra loro;
pertanto mi è sembrato opportuno cercare una forma simbolica di
rappresentazione del progetto stesso, al fine di rendere possibile
una lettura e una percezione della sua struttura e del suo intento.
A questo scopo ho scelto una spirale, che simbolicamente richiama
l'evoluzione di una forza, di un processo, di un metodo che attraverso
il suo movimento circolare, esce dal punto di origine e si prolunga
all'infinito. La spirale, attraverso la propria estensione e continuità
ciclica in progresso, vuole rappresentare l'evoluzione dell'esperienza,
che partendo dalla base rappresentata dal metodo, evolve in modo
dinamico e circolare verso una dimensione di sempre maggiore apertura
e coinvolgimento.
__
L'asse attorno al quale la spirale si crea è la relazione, mentre
gli elementi che la sostengono e la indirizzano sono il Reflector,
le famiglie e tutte le persone presenti nel contesto nel quale
si è realizzata l'esperienza.
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Al termine dell'esperienza
le famiglie, hanno ampiamente riconosciuto l'utilità dei percorsi
e dimostrato la loro soddisfazione, in termini di cambiamento
delle disponibilità e nelle intese, sia all'interno del proprio
nucleo familiare che nei rapporti con la scuola. Notevole interesse
per il metodo Reflecting si è avuto, sia in ambito istituzionale
che all'interno della scuola, portando la dirigenza scolastica
a richiedere per il nuovo anno scolastico la riproposizione progettuale,
ampliando il percorso agli insegnanti, nell'ottica di migliorare
la proposta formativa scolastica.
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