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__Nel salutare i colleghi e gli organizzatori,
sottolineando il valore di questa iniziativa, introduco alcune
brevi note di carattere biografico per il semplice motivo che
si conciliano con il contenuto dell'intervento che sto per presentare.
Mi sono specializzato in Reflecting lo scorso anno, seguendo i
corsi nella sessione di Milano. Professionalmente, in attinenza
alla mia formazione culturale (sono laureato in Lettere con una
specializzazione in Storia Economica e Organizzazione aziendale),
mi occupo di progetti riguardanti l'innovazione d'impresa.
__E'
importante altresì precisare che il presente intervento, è la
sintesi di un progetto che sto realizzando, unitamente ad Alberto
Sedini e a Carlo Vanzini, (Management Advisor in P.K.F. Consulting),
riguardante una serie di training in ambito aziendale, utilizzando
il Metodo Reflecting. Gli esiti di questa esperienza saranno pubblicati
in un libro che andrà ad aggiungersi al volume già edito "Leopardi
e il Reflecting. I motivi di un incontro culturale tra letteratura,
economia ed orientamenti pedagogici", (Castelli Roberto - Sedini
Alberto: "Leopardi e il Reflecting. I motivi di un incontro culturale
tra letteratura, economia ed orientamenti pedagogici" Editrice
Montedit, Milano 2008)
__Prima
di iniziare la presente esposizione, è indispensabile una premessa.
Il percorso del Reflector, attraverso il quale la persona manifesta
i suoi disagi, nella formazione aziendale, si differenzia in modo
sostanziale rispetto a un colloquio clinico effettuato nello studio
con il singolo soggetto. Infatti nell'approccio aziendale, il
Reflector deve conoscere, almeno nelle linee generali, le complessità
del mondo dell'impresa, e principalmente, la necessità per l'azienda
di reinventare il modo d'essere, in un contesto internazionale
di radicali trasformazioni. Disattendere questo dato di fatto,
limitandoci ad applicare le regole generali del percorso formativo,
equivarrebbe essere come un medico, il quale, conoscendo alla
perfezione l'anatomia e la farmacologia, ignora del tutto l'anamnesi,
ovvero le notizie specifiche di quel determinato soggetto che
ha di fronte. L'anamnesi aziendale consiste nella particolare
struttura organizzativa da cui si determinano le strategie, tenendo
conto della tipologia relazionale interna e con gli attori esterni,
ossia il mercato e le istituzioni.
__Con
il presente intervento si intende portare un contributo, proponendo
un progetto che si differenzi dai modelli, quantunque validi,
presenti nel complesso mondo della formazione relativa alle risorse
umane. Vi sono infatti due modi di concepire il percorso formativo
nel contesto aziendale:
__Applicare
in modo generale e standardizzato i parametri teorici che qualsiasi
disciplina possiede. Essi consistono nel favorire i processi di
crescita personale; il superamento di stati particolari di disagio;
la completa padronanza di sé; la comunicazione interpersonale,
quindi l'assertività, cioè la capacità di esprimersi con gli altri
in modo equilibrato, favorendo i rapporti; la relazione simpatetica,
ossia la predisposizione a sintonizzarsi con l'altrui visione
delle cose. Simpatetico, per i greci sympathìtikós, (deriv. di
sympathêin "provare gli stessi sentimenti"), stava a indicare
il rapporto emozionale e di partecipazione che legava l'autore/attore
e il pubblico. Un fattore relazionale, il quale ha la sua rilevanza
anche sotto il profilo emozionale, oltre che comunicativo, a cui
il Reflecting è particolarmente sensibile.
__Il
secondo modo, come premesso, consiste nell'applicare queste modalità,
tenendo però presente il contesto in cui intendiamo operare.
__Questo
secondo approccio, se portato a livello aziendale, presuppone
innanzitutto la conoscenza specifica dell'azienda in cui si intende
effettuare il training. E' però altresì importante conoscere il
contesto generale del mondo dell'impresa, tenendo conto che siamo
di fronte a eventi di così ampia trasformazione, da presupporre
modifiche sostanziali, sia degli andamenti economici, che degli
assetti sociali e quindi dei modelli di vita.
__Il
progetto formativo che noi proponiamo, è unico nel suo genere,
perché, conoscere le caratteristiche strutturali dell'impresa,
rappresenta un valore aggiunto al fine di comprendere i processi
di trasformazioni di cui necessita, ma che, frequentemente vengono
disattesi dagli attori per superficialità, oppure per timore del
nuovo.
__Cambiare
il proprio modo di pensare e d'essere, delineando nuovi modelli
organizzativi e un nuovo modo di atteggiarsi nel contesto sociale,
per l'impresa, è possibile allorché sia i vertici aziendali che
tutte le risorse umane, sono disposti a confrontarsi con la realtà.
E' questo il punto critico da affrontare, ed è proprio in questo
specifico contesto che l'azione del Reflecting diventa determinante.
Un simile intervento, necessario per tutti i tipi di aziende,
diventa ancor più opportuno per le PMI (Piccole e Medie Imprese),
fondamento del nostro sistema economico, ma anche le meno flessibili
a promuovere cambiamenti, a causa della loro natura, improntata
su modelli tradizionali di tipo familistico.
__Coerentemente
a quanto premesso, prima di definire un progetto formativo in
ambito aziendale, è logico ritenere importante conoscere, almeno
succintamente, il quadro generale del sistema organizzativo, conseguenza
di processi storici determinatisi nel corso del tempo divenendo
le basi di un sistema, a suo tempo, ritenuto incrollabile.
__I
modelli aziendali, sono concomitanti a fenomeni sociali di vasta
portata che delineano cambiamenti radicali. La rivoluzione industriale
del 18° secolo è stato il primo di questi eventi, trasformando
i cicli produttivi, da artigianali, a imprenditoriali, determinando
con la nascita dell'impresa, e con essa, la divisione del lavoro.
Se l'Inghilterra è stato il luogo del nuovo sistema economico,
il modello d'impresa alternativo, è sorto negli Stati Uniti, dove,
grazie a potenti fattori endogeni, si è evoluta la grande azienda,
la public company, ossia un sistema la cui proprietà è costituita
dall'azionariato diffuso che affida l'organizzazione e la gestione
aziendale a specialisti, i manager. (cfr. Chandler Alfred Jr.
Strategia e Struttura. Storia della grande impresa americana.
F. Angeli Milano, 1962)
__Da
qui la definizione di un apparato organizzativo basato sul così
detto sistema multidivisionale, in quanto i vari reparti sono
suddivisi in base alle specifiche competenze, ma governate da
un vertice, dando luogo alla struttura piramidale. E' Il vertice,
a definire l'organizzazione e le strategie, trasferendo le direttive
agli apparati gerarchici sottostanti, fino alla base. Un modello
che tecnicamente, richiamando per l'appunto la piramide, è definito
Top down, (dalla cima in giù). Tale sistema, in oltre duecento
anni di storia, malgrado eventi stravolgenti (due guerre mondiali,
la crisi del 1929), non è stato minimamente intaccato.
__La
storia italiana, è sostanzialmente diversa, a seguito dei noti
ritardi riguardanti l'unità nazionale e quindi l'assenza di un'istituzione
importante qual è lo Stato. E' una storia di una incommensurabile
vitalità ma anche di un modo d'agire individuale, ove ogni "risorsa",
senza un senso comune di appartenenza, ha imparato ad agire da
sé. Soprattutto nel contesto delle Piccole e Medie Imprese, a
questo sistema, che è diventato prassi, si è affiancato un modello
organizzativo lontano dallo Scientific management, affidando la
direzione più alle capacità individuali dei soggetti, anziché
a quanto la scienza dell'organizzazione offre. Il sistema che
abbiamo di fronte è quindi un modello empirico, fatto di saperi
taciti, sicuramente validi in un conteso tradizionale, modello
che però non favorisce la coesione tra i soggetti, quindi la collegialità.
__Lo
scientific management, con la struttura verticale integrata, è
diventato il prototipo di riferimento.
Un apparato, per l'appunto predefinito, che filosoficamente richiama
la concezione cartesiana del sapere, slegando il soggetto dall'oggetto,
ossia dal mondo esterno a lui. Questo significa presupporre la
costituzione di una serie di modelli da sottoporre a verifica
mediante una serie di contradditori (l'atto di dubitare nel senso
inteso da Cartesio). __Esaurita
ogni possibile contraddizione, il sistema diventa per rigor di
logica, l'unico possibile applicabile. Anche le organizzazioni
aziendali, in occidente, sono nate all'insegna di questo principio,
per cui, tutto ciò che è razionale, è reale. Un concetto teoreticamente
indiscutibile e applicabile anche nelle scienze sociali, come
l'economia, valido fino a quando il sistema è stabile e lineare.
Oggi questo sistema plurisecolare, a detta degli specialisti,
ma percepibile anche dai comuni osservatori, è messo seriamente
in discussione. Nuove economie, nuovi modi di produrre, innovazioni
di grande portata, unitamente all'estendersi dei canali della
comunicazione, inevitabilmente stanno sgretolando confini che
sembravano incrollabili, così da mettere in discussione tutto
l'apparato su cui regge il mondo occidentale. Il fenomeno a cui
ci si riferisce, da tutti riconosciuto, anche se non è ancora
leggibile nella sua integrità, consiste nella cosiddetta "Globalizzazione".
Con essa gli intrecci economici, internazionalizzandosi e sottoposti
a repentini mutamenti, non sono più stabiliti da regole predefinite,
bensì da fattori competitivi provenienti dai più disparati luoghi.
Appare chiaro che, di fronte a questa realtà, i modelli teorici,
retti dalle così dette conoscenze esplicite, predefinite e formulate
dai manuali aziendali, non reggono alla prova. Inevitabilmente
occorre reinventare la struttura organizzativa, i modi di pensare
e di agire da parte dei soggetti: questa trasformazione è ottenibile
solo attraverso una predisposizione interiore e mentale, una ferma
convinzione che va oltre la sola conoscenza degli eventi. Non
basta sapere l'importanza di una cosa per perseguirla: occorre
trasformarla in desiderio, un valore interiore che si plasma attraverso
la riflessione, trasformandosi in azione. Su questo presupposto
si basa il significato dell'intervento del Reflecting.
__Una
domanda a questo punto diventa inevitabile per sostenere l'innovazione
d'impresa, a cui il Reflecting può incanalarsi come stimolo: quale
nuovo modello proporre? Interessante è a tale proposito l'approccio
con il Knowledge management, un sistema ideato dai due studiosi
Ikujiro Nonaka e Takeuchi Hirotaka (Nonaka Ikujiro Takeuchi Hirotaka:
The knowledge-creating company. Creare le dinamiche dell'innovazione.
Guerini Milano, 1997) che si connette bene con la prospettiva
cognitiva, quindi con scuole di formazione di orientamento pedagogico,
in grado di favorire il processo di integrazione dei soggetti
nella vita aziendale.
__Il
modello, quale fine primario, si prefigge l'obiettivo di aumentare
le prospettive di know how, grazie alla cooperazione e al confronto
tra idee diverse da cui scaturiscono nuovi progetti innovativi.
__Di
ispirazione giapponese, il Knowledge creating company, ossia la
creazione di conoscenza, si basa appunto sul concetto che l'impresa,
prima di produrre beni materiali e servizi, deve essere creatrice
di conoscenze, attraverso un circuito di azioni tra i soggetti.
Il sistema top down viene così ad essere sostituito da un altro
modello, che metaforicamente, fa riferimento al gioco del Rugby,
che consiste in un intreccio di relazioni tra i dipendenti di
ogni ordine e grado, i quali si interscambiano nelle varie azioni,
attraverso un continuo confronto, superando così ogni regola rigida
determinata dall'alto. Al sistema top down si sostituisce così
il modello middle up down, ove non è il vertice aziendale, a determinare
le strategie in modo aprioristico, in quanto il ruolo fondamentale
viene ora svolto dal management intermedio, il quale, trovandosi
al centro del sistema, ha un'ampia visione di tutto il complesso
aziendale, divenendo nel contempo punto di raccordo tra vertice
e base. La conoscenza così concepita, va decisamente oltre la
sola informazione di dati, ponendo i soggetti, ispiratori di nuovi
progetti: conoscere diventa sinonimo di progettare. L'ambiente
rinnovato si basa sulla costituzione di gruppi, in cui ognuno,
relazionando con gli altri, rende palesi le sue esperienze le
(conoscenze tacite), che da implicite si trasformano in esplicite,
divenendo patrimonio di tutta l'organizzazione.
__
Tutto questo avviene attraverso un percorso cognitivo, (le quattro
modalità), l'asse portante dell'organizzazione middle up down:
Socializzazione - Esteriorizzazione (confronto tra i soggetti)
- Combinazione delle conoscenze - Interiorizzazione da parte di
ognuno delle conoscenze altrui acquisite.
__Il
sistema Middle up down, qui brevemente illustrato, non deve essere
inteso come unica strategia applicabile. Con questa presentazione,
si è voluto illustrare un procedimento con lo scopo di arricchire
il dibattito, anche perché il Knowledge management, anteponendosi
alla concezione aprioristica cartesiana, tuttavia, della cultura
occidentale, coglie aspetti importanti, quali per esempio il pensiero
di Polanyi, (Polanyi Michael: The tacit dimension (1966); tr.
it. La conoscenza inespressa, Armando Editore, Roma 1979) che
a noi sembra in sintonia con il Reflecting; basta qui riportare
una sua riflessione estremamente illuminante: "In ognuno di noi
è insito un sapere che va oltre lo scientifico"
__Alla
luce di quanto sin qui detto, si pongono inevitabilmente alcune
riflessioni: come affrontare le nuove sfide, ma soprattutto, entrando
nel merito del contesto a noi più vicino: quali alternative possiamo
prospettare per il sistema d'impresa italiano, quale futuro sta
di fronte alla miriade di piccole e medie unità aziendali? Come
sono ora concepite, reggeranno all'immenso impatto con gli inevitabili
processi globali in corso? Tale questione che apparentemente,
per i suoi aspetti tecnici, sembra essere di pertinenza agli operatori
economici, rientra invece pienamente nella sfera formativa, se
per formazione aziendale intendiamo farci carico di tutte le complessità
di cui questo mondo è composto. Il sistema d'impresa italiano
si è caratterizzato per i suoi ritardi nei confronti del modello
manageriale, privilegiando tuttavia strutture verticali. In questo
contesto, accanto all'evolversi di una gestione vicina allo scientific
management (nella grande impresa), si sono formate figure individualmente
intese, pregne di competenze, i cui saperi, formatisi nel corso
della storia, sono stati tramandati nel tempo da una generazione
all'altra. Ci si riferisce agli operai specializzati, i tecnici
di prima linea, gli impiegati, i contabili, i venditori; una forza
vitale, tuttavia slegata che costituisce appunto la conoscenza
tacita, patrimonio del singolo; un valore che il noto studioso
di Organizzazione d'impresa, Giulio Sapelli, (Sapelli Giulio:
Per una cultura dell'impresa. Strategia e sapere del management
moderno. F. Angeli, 1989) docente di Storia Economica all'Università
degli Studi di Milano, definisce la "Cultura d'impresa". Unitamente
a questa, seppur a fatica, si è sviluppata la "Cultura dell'impresa",
ossia l'insieme delle conoscenze esplicite, prodotte dal vertice
aziendale: gli ingegneri, i tecnici specializzati, gli esperti
del marketing, gli economisti, ecc.
__
E' entro questo ambito, dalla connessione tra due tendenze, fino
ad ora separate, che si può determinare la trasformazione del
sistema da debole a virtuoso. In sintesi, seppur con le modalità
tipiche del nostro modo di pensare occidentale e "italiano", diverso
da quello orientale, è possibile stabilire un percorso di confronto
tra i soggetti, delineando quello che Sapelli definisce il "processo
di identificazione della missione aziendale".
__Giunti
a questo grado di consapevolezza, da un punto di vista strategico,
per rendere competitiva l'azienda, individualmente intesa, ma
inserita in un contesto globale con altre imprese, le strategie
organizzative da applicare, sono sostanzialmente le seguenti:
impresa rete
reti di imprese
__L'Impresa
rete consiste nella costituzione al suo interno di Canali Comunicativi
tra Reparti, favorendo l'Interscambio di Comunicazioni e Esperienze.
Quella che nel Knowledge Management è definita la fase di Socializzazione.
__Le
reti di imprese consistono nella costituzione di canali comunicativi
tra l'impresa e il mondo esterno: (Fornitori - Clienti - Istituzioni),
incrementando i fattori della conoscenza ma anche per creare alleanze
ed azioni comuni. E' in questo modo che si costituisce un reticolo,
un vincolo di azioni comuni in grado di affrontare ogni fattore
concorrenziale
L'azione del reflecting
__A
questo punto, inevitabilmente, entra in azione il Reflecting.
La sua finalità, è noto, non consiste nel convincere, bensì nel
promuovere un'aiuto che permetta a ognuno di acquisire la completa
consapevolezza del proprio essere e della capacità di agire liberamente
e responsabilmente
__Rendere
consapevole il mondo dell'impresa, non tanto dei fenomeni economici
in atto, di cui tutti sono a conoscenza, ma della prospettiva
di promuovere una completa trasformazione del proprio agire, è
il tema centrale del processo formativo. Nel vasto panorama della
realtà aziendale italiana, accanto a imprese eccellenti, totalmente
aperte all'innovazione, (si pensi per esempio ai Distretti), tuttavia,
soprattutto nel contesto delle piccole e medie unità, sussiste
ancora un limite caratterizzato soprattutto dall'agire individualmente,
conseguente a processi storici disgreganti che ancora incidono
nel contesto sociale italiano. Chi avrà modo di leggere "Leopardi
e il Reflecting", troverà riflessioni particolari in merito a
questo aspetto.
__Giacomo
Leopardi, già agli albori del 19° secolo, osservando attentamente
il contesto italiano, rispetto alla realtà europea, ravvisava
nell'individualismo, il grave limite, un limite determinato dall'assenza
di quello che egli definiva "centro", ossia un nucleo direzionale
in cui il singolo si identificasse come parte integrante di un
sistema, ossia lo Stato.
__"Gl'italiani
hanno piuttosto usanze e abitudini che costumi. Poche usanze e
abitudini hanno che si possano dir nazionali, ma queste poche,
e l'altre assai più numerose che si possono e debbono dir provinciali
e municipali … (per cui) lascia a ciascuno quasi intera libertà
di condursi in tutto il resto come gli aggrada …" (Leopardi Giacomo:
Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani a cura
di M. A. Rigoni. Rizzoli, Milano 2006)
__Nella
consapevolezza di dovere intraprendere un percorso delicato, ma
anche con le conoscenze del contesto in cui noi intendiamo operare,
l'azione Reflecting, dovrà per l'appunto partire da una esplorazione,
circa il grado di capacità innovativa che l'impresa possiede;
quanto e in che misura gli operatori di un comparto collaborano
tra di loro e quanto è il grado relazionale tra i vari comparti.
Occorrerà inoltre essere informati in merito alla tendenza innovativa
dell'impresa, nell'investire in ricerca e nella disponibilità
a guardare a nuovi orizzonti. Il Reflecting si dimostra, anche
in questo percorso, determinante, affinché, chi è veramente propenso
al miglioramento:
" … sviluppi il coraggio di affrontare i rischi e le delusioni
esistenziali e che porti ad essere profondamente consapevoli di
possedere una volontà capace di condurre azioni in modo libero
e responsabile" (Pesci Guido, Pesci Simone, Viviani Antonio: Reflecting.
Un metodo per lo sviluppo di sé - Ed. Magi Roma, 2003)
realtà europea, ravvisava nell'individualismo, il grave limite,
un limite determinato dall'assenza di quello che egli definiva
"centro", ossia un nucleo direzionale in cui il singolo si identificasse
come parte integrante di un sistema, ossia lo Stato.
__"Gl'italiani
hanno piuttosto usanze e abitudini che costumi. Poche usanze e
abitudini hanno che si possano dir nazionali, ma queste poche,
e l'altre assai più numerose che si possono e debbono dir provinciali
e municipali … (per cui) lascia a ciascuno quasi intera libertà
di condursi in tutto il resto come gli aggrada …" (Leopardi Giacomo:
Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani a cura
di M. A. Rigoni. Rizzoli, Milano 2006)
__Nella
consapevolezza di dovere intraprendere un percorso delicato, ma
anche con le conoscenze del contesto in cui noi intendiamo operare,
l'azione Reflecting, dovrà per l'appunto partire da una esplorazione,
circa il grado di capacità innovativa che l'impresa possiede;
quanto e in che misura gli operatori di un comparto collaborano
tra di loro e quanto è il grado relazionale tra i vari comparti.
Occorrerà inoltre essere informati in merito alla tendenza innovativa
dell'impresa, nell'investire in ricerca e nella disponibilità
a guardare a nuovi orizzonti. Il Reflecting si dimostra, anche
in questo percorso, determinante, affinché, chi è veramente propenso
al miglioramento:
" … sviluppi il coraggio di affrontare i rischi e le delusioni
esistenziali e che porti ad essere profondamente consapevoli di
possedere una volontà capace di condurre azioni in modo libero
e responsabile" (Pesci Guido, Pesci Simone, Viviani Antonio: Reflecting.
Un metodo per lo sviluppo di sé - Ed. Magi Roma, 2003)
__Sono
questi i concetti espressi nel volume che noi tutti conosciamo:
"Reflecting. Un metodo per lo sviluppo di sé". Quindi il training
di gruppo, soprattutto nella fase iniziale deve scandagliare presso
l'intimità di ogni soggetto, verificando le sue predisposizioni.
__Ovviamente
l'assenso o meno del vertice aziendale è determinante per intraprendere
un percorso di crescita collegiale. Superato questo percorso,
determinante diventa la realizzazione di iniziative di gruppo.
Ci si riferisce ad apposite sessioni di riflessione spontanea:
in esse, attraverso la presenza del Reflector, i soggetti saranno
facilitati a esprimersi, affinché ogni persona sappia estrarre
proposte e progetti. La drammatizzazione delle attività professionali
e anche la discussione riguardante la progettazione di nuovi processi,
di prodotti e servizi di un nuovi assetti organizzativi, costituiscono
elementi in cui il Reflecting trova terreno fertile su cui operare.
__Per
essere competitivi, occorre essere innovativi e aperti a qualsiasi
frontiera e campo d'azione. Innovare significa creare un qualcosa
di esclusivo: in un mondo in forte sviluppo tecnologico, credere
di trovare formule nuove restando da soli è impensabile.
__Nel
"Leopardi e il Reflecting", meditando su questo aspetto, si è
ritenuto importante porre un pensiero del grande autore della
"Democrazia in America", Alexis de Tocqueville; in esso sono racchiusi
concetti che da un punto di vista del Reflecting sono fondamentali:
"Perché gli uomini restino civili o lo divengano, bisogna che
l'arte dell'associazione si sviluppi e si perfezioni, tra di essi,
nello stesso rapporto in cui aumenta l'uguaglianza delle condizioni."
(Tocqueville de Alexis: La democrazia in America, in Scritti politici
a cura di N. Matteucci, Utet Torino 2007).
__Elena
Gaiffi in "Dinamica comunicazionale", dal Manuale di Reflecting,
sostiene quanto segue: "Stare insieme è il principio fondamentale
della vita dell'uomo, poiché soddisfa il bisogno di comunicare,
quel processo dinamico complesso alimentato da scambi di conoscenze,
sensazioni, emozioni, sentimenti, pensieri." (Gaiffi Elena: Dinamica
comunicazionale. Manuale di Reflecting. A cura di Simone Pesci
Magi Ed. Roma 2005) Stare insieme con gli altri, significa innanzitutto
essere in grado di stare con sé stessi: un principio che costituisce
il caposaldo del Reflecting. Il Poeta di Recanati, attentissimo
conoscitore dell'essere umano, in un memorabile passo del suo
Zibaldone di pensieri, ci trasmette questo messaggio: "Il primo
fondamento del sacrificarsi o adoperarsi per gli altri, è la stima
di sé medesimo e l'aversi in pregio; siccome il primo fondamento
dell'interessarsi per altrui, è l'aver buona speranza per sé medesimo."
(Leopardi Giacomo: Zibaldone di pensieri in: Giacomo Leopardi
Tutte le opere, introduzione di Walter Binni a cura di Enrico
Ghidetti Vol 2° Sansoni Firenze 1969).
__Arrivati
a questo punto, aggiungere ulteriori riflessioni ci sembra superfluo.
Basta solo dire che ciò che stiamo facendo è qualche cosa di importante
che esce dal comune. Non è d'altra parte pensabile ritenere di
essere portatori di un messaggio di innovazione se non siamo noi
i primi a essere tali. Occorre pertanto che dal Convegno di oggi
sorgano nuove iniziative, nuovi progetti. Per quanto riguarda
il Reflecting nel contesto aziendale, come anticipato, a Milano,
grazie anche alla fattiva collaborazione del Dottor Carlo Vanzini,
intraprenderemo un percorso, che vuole essere solo l'inizio di
un lungo cammino. La nostra proposta (di questo ne è pienamente
convinto Alberto Sedini che dirige la sezione regionale lombarda
del Reflecting), consiste, una volta superata la fase sperimentale,
creare con il grande contributo della S.I.R., un corso di formazione
di Reflecting, per specialisti in ambito aziendale, al fine di
primeggiare in questo settore a livello nazionale, nel contesto
delle discipline dedite al benessere delle persone.
Noi intendiamo entrare nel contesto aziendale, senza pretese di
carattere tecnico: le scelte direzionali non spettano a noi. Siamo
però consapevoli, e questo ha una valenza strettamente pedagogica,
che un conto è insegnare, altra cosa è e-ducare (trarre fuori).
__Noi
aiutiamo a trarre fuori, per cui non pensiamo in termini manageriali,
sapendo però che anche l'impresa che si rinnova necessita di un
salto qualitativo: il manager è chi unicamente dirige, il LEADER
è colui che è riconosciuto dagli altri per le proprie capacità.
Il nuovo orizzonte consiste nel superare la pur gloriosa fase
storica dell'organizzazione verticale, sostenendo il processo
in grado di fare approdare l'impresa nella cultura della Leadership.
__Per
giungere a questo occorre il Reflecting: il Reflecting, si espanderà
nei luoghi più disparati della società e si modificherà, adeguandosi
a nuove esigenze, lasciando però inalterata la sua fonte d'ispirazione
primordiale:
__"Conosci
te stesso"
__Guido
Pesci, nel presentare il Reflecting, definisce esso una disciplina
nuova ma in realtà antica come l'essere umano. Il motto attribuito
all'Oracolo di Delfi ne è esempio. Un principio che Giacomo Leopardi
conosceva intimamente: non è certo un caso se quale incipit al
"Leopardi e il Reflecting", già in copertina, abbiamo posto questo
pensiero del Poeta che ci illumina e ci strabilia per l'attualità:
__"Dunque
l'uomo non sarà felice se non quando conosca se stesso, e i rapporti
necessari che ha con altri esseri." (Leopardi Giacomo: Pensiero
LXXXII Giacomo Leopardi Tutte le opere, introduzione di Walter
Binni a cura di Enrico Ghidetti Vol 2° Sansoni Firenze 1969)
Biobliografia
- Berger Susanne e l'Industrial Performance Center (M.I.T. Massachusset
Industrial Technology): "Mondializzazione: come fanno per crescere"
Garzanti, 2006
- Cafagna Luciano: "Dualismo e sviluppo nella storia d'Italia"
Marsilio Venezia, 1989
- Castelli Roberto - Sedini Alberto: "Leopardi e il Reflecting.
I motivi di un incontro culturale tra letteratura, economia ed
orientamenti pedagogici" Editrice Montedit, 2008
- Chandler Alfred Jr.: "Strategia e Struttura. Storia della
grande impresa americana" F. Angeli Milano, 1962
- Dioguardi Gianfranco: "Le imprese rete" Bollati Boringhieri
Torino, 2007
- Gaiffi Elena: "Dinamica comunicazionale" in: Manuale
di Reflecting. A cura di Simone Pesci Magi Ed. Roma 2005
- Leopardi Giacomo: "Pensieri" in: Tutte le opere, introduzione
di Walter Binni a cura di Enrico Ghidetti Vol 2° Sansoni Firenze
1969
- Leopardi Giacomo: "Discorso sopra lo stato presente dei costumi
degl'Italiani" a cura di M. A. Rigoni. Rizzoli, Milano 2006
- Leopardi Giacomo:" Zibaldone di pensieri" in: Tutte le
opere, introduzione di Walter Binni a cura di Enrico Ghidetti
Vol 2° Sansoni Firenze 1969
- Nonaka Ikujiro Takeuchi Hirotaka: "The knowledge-creating
company. Creare le dinamiche dell'innovazione" Guerini Milano,
1997
- Pesci Guido, Pesci Simone, Viviani Antonio: "Reflecting.
Un metodo per lo sviluppo di sé" Ed. Magi Roma, 2003
- Polanyi Michael: "The tacit dimension" Trad. it. "La
conoscenza inespressa" Armando Editore, Roma 1979
- Sapelli Giulio: "Economia, tecnologia e direzione d'impresa
in Italia" Einaudi 1994
- Sapelli Giulio: "Per una cultura dell'impresa. Strategia
e sapere del management moderno" F. Angeli, Milano 1989
- Tocqueville de Alexis: "La democrazia in America" in:
Scritti politici a cura di N. Matteucci, Utet Torino 2007
- Zamagni Vera: "Dalla periferia al centro. La seconda rinascita
economica dell'Italia. (1861-1990) "Il Mulino Bologna 1993
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