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__Un iniziale e breve
sguardo ad alcuni recenti dati Censis relativi al "Futuro della
Famiglia", testimoniano che un significativo numero di genitori
non ritiene di beneficiare a sufficienza del sostegno delle istituzioni
educative pubbliche e private, con il conseguente e crescente
disagio avvertito nella funzione quotidiana di primi formatori.
__Questo aspetto, introduce il tema
della relazione, sollecitando l'attenzione sulle possibili vie
operative che, come professionisti dell'aiuto alla persona, possiamo
perseguire per rispondere adeguatamente alle improrogabili istanze
dei genitori. Il riferimento a dati meramente statistici, fornisce
un'immagine virtuale del sociale che non può rimanere slegata
dalla ricerca empirica; lo specialista, infatti, prende atto di
quanto emerso dalle indagini, nella consapevolezza che solo la
pratica clinica, il vivere la persona nel vis à vis, offra e in
modo valido, l'opportunità di conoscerla fino ad incontrarla autenticamente.
__Il disagio relazionale nelle dinamiche
familiari, lamentato dai genitori che chiedono il nostro intervento,
è la causa più frequente e rilevante nella lacerazione di equilibri
spesso già precari (vedi es. "famiglia allargata"). Lavorare d'anticipo
su questo aspetto, per noi significa progettare, realizzare e
tutelare spazi idonei alla riflessione che generino stimoli idonei
affinché la persona con l'aiuto dello specialista, possa scandagliare
il proprio vissuto, avviare una analisi ed una osservazione attenta
di ciò che risulta avverso all'armonia e alla serenità emotiva
con se stesso e con gli altri familiari, spianando la propria
strada, per uscire dal caos interiore.
__Il senso di inadeguatezza, di smarrimento
e di solitudine provato dai genitori davanti ai ripetuti insuccessi
nella prassi educativa genitoriale tra le mura domestiche, sono
stati determinanti perché scattasse l'emergenza "revisione regole",
all'interno di un Centro Educativo - Ludoteca grossetano, frequentata
da bambini di età compresa tra i 12 mesi e i 3 anni.
__Bambini aggressivi, paurosi, ansiosi,
diventati motivo di preoccupazione, disorientamento e scoramento,
hanno infatti, sollecitato nei Genitori e nelle Educatrici, la
necessità di richiedere un aiuto esterno per promuovere un "corso"
finalizzato alla "revisione" delle modalità educative, ormai in
"avaria".
__Genitori ed educatrici hanno richiesto
il mio intervento di comune accordo.
__Come Reflector e Pedagogista clinico,
ho individuato nel Metodo Reflecting e nel suo assioma di riferimento,
espresso nel concetto di exducere ossia "tirar fuori", l'approccio
operativo più congruente con le esigenze prospettatemi dalla situazione.
__Pertanto, nell'erigere il percorso
di aiuto per genitori ed educatrici, a fungere da pilastri epistemologici
sono stati i Principi scientifici (enunciati nell'art.1 Statuto
SIR) che definiscono questa scienza: "ispiratrice di nuovi modelli
di vita e di pensiero" e sottolineano che " oltre a rivolgersi
al singolo e al gruppo", attraverso lo Specialista "desta, sviluppa,
organizza nel sociale un'azione di riscatto contro i fraudolenti
tentativi del persuadere e del consigliare ed estende nella società
nuove tutele alla libertà individuale". Gli incontri di Reflecting,
sono stati realizzati nel periodo novembre 2006 - maggio 2007.
__ L'iniziativa, giunta alla seconda
edizione consecutiva nel medesimo Centro, grazie all'ampio consenso
riscosso l'anno precedente, ha riottenuto il Patrocinio dell'Assessorato
alle Politiche Sociali, Culturali ed Educative del Comune di Grosseto.
Inoltre, per offrire l'opportunità di partecipare all'evento formativo
anche ai genitori con analoghe difficoltà ma esterni alla struttura,
l'iniziativa è stata resa nota alla cittadinanza a mezzo stampa
locale.
__ Il Progetto denominato BenEssere
Genitori, ha proposto un percorso di 7 incontri (della durata
media di circa due ore e con cadenza mensile) a cui hanno partecipato
in compresenza Genitori ed Educatrici per rinforzare la concezione
di sinergia e di continuità educativa.
__ L'applicazione del Metodo è avvenuta
anche tramite videoproiezione di slides con contenuti idonei a
favorire la riflessione e l'attenzione intorno a tematiche iniziali
di riferimento, individuate in fase progettuale; la cernita degli
argomenti è stata compiuta sulla base dell'analisi dei bisogni
formativi condotta dalle Educatrici del Centro, responsabili del
Coordinamento pedagogico. A conferma degli elementi rilevati dalla
suddetta analisi, l'incessante e talvolta pressante richiesta
di consigli e di "dritte" per superare disagi di tipo relazionale
con i bambini, accompagnata non raramente da ciò che le stesse
Educatrici, hanno definito una sorta di confessionale "sfogatoio
- lamentatoio lampo", divenuto ormai per le insegnanti una sorta
di rituale assillante nei pochi minuti riservati alla consegna-ritiro
dei bambini. (Pratica, peraltro, non poco diffusa, dannosa e squalificante
di per sé, soprattutto in ambito educativo!)
__L'inizio degli incontri ovvero
l'ingresso nel labirinto emotivo del gruppo è coinciso, lungo
tutto il percorso, con la presentazione della slide contenente
l'argomento preannunciato nella Locandina del Progetto. Si è trattato
di uno "start tematico" che fungendo da focus argomentativo, ha
agevolato la "rottura del ghiaccio" e la conseguente riduzione
dell'imbarazzo dei genitori più timidi, oltre a creare l'opportunità
di far affiorare spontaneamente:
- considerazioni
- dubbi
- perplessità
- necessità di conferme, consigli, suggerimenti …
- esigenze di confronto con altri genitori
__La consapevolezza che nella relazione
di aiuto la lingua sia uno degli strumenti operativi più complessi
e che un suo utilizzo improprio possa condizionare e suggestionare
la Persona fino a plagiarla, prescrive nell'applicazione del Reflecting
un uso ponderato delle parole, come modalità caratterizzante e
assiomatica della disciplina.
__L'elaborazione fraseologica degli
stimoli alla riflessione proposti lungo il percorso è stata, quindi,
contraddistinta dalla coerenza epistemologica intesa come punto
di riferimento; i contenuti proiettati nelle slide, rispettosi
dell'impronta linguistico-funzionale, sono stati presentati sostanzialmente
come parole chiave di concetti o brevi testi, forme accomunate
peraltro, dal tratto stilistico assimilabile al tipo testuale
paratattico. La fraseologia paratattica, (priva per definizione
di subordinate e costituita sintatticamente da proposizioni principali
coordinate da congiunzioni) ha offerto ai partecipanti importanti
opportunità formative e agevolando le implementazioni spontanee,
li ha resi protagonisti sul piano interpretativo-emotivo-logico;
per analoghe finalità sul piano dell'interpunzione, sono stati
proposti stimoli grafici con puntini di sospensione. Per evitare
interruzioni brusche e modalità coercitive e impositive in odore
di sentenza, nei contenuti delle slide non è mai stato utilizzato
il "punto" per il suo significato implicito di "stop", di chiusura
rispetto ad ulteriori considerazioni. Nessun utilizzo anche del
punto interrogativo che per definizione si pone in antitesi con
le modalità di accoglienza e di disponibilità caratteristiche
del nostro Metodo che non contemplano alcuna forma di invadenza.
__A sostegno dell'agire educativo
durante gli incontri e a fungere da sfondo operativo, è stata
la presenza del silenzio, uno degli strumenti educativi per eccellenza.
Subordinare la sovranità della parola, come professionisti dell'aiuto,
significa prendere le distanze dalle tante iniziative caratterizzate
dalla lectio ex cathedra di esperti in "Genitorilogia" che generano
vere e proprie Scuole per genitori o dalla lectio ex libris che
generano dipendenti dalla manualistica di settore.
__I primi minuti del primo incontro
sono stati contraddistinti da espressioni ed esclamazioni del
gruppo, tipo:
" Siamo pronti a prendere appunti, ecco finalmente chi ci dirà
cosa e come fare coni nostri figli!" "Si può avviare l'intervista
allo specialista?"
"Secondo lei Dottoressa, quando mia figlia dice le parolacce,
cosa dovrei fare? Ignorarla? Punirla? No, me lo dica lei cosa
devo fare!".
"Ma che siamo venuti a fare? A che serve un consulente esterno
che non consiglia???"
__Così è stato denunciato l'iniziale
smarrimento e sgomento per lo specialista "muto" che "si limita
solo a guardare". In realtà, il fil rouge operativo dello specialista
lungo lo svolgersi dell'intero percorso è stato costituito dall'uso
ponderato ed equilibrato delle parole, del silenzio e dello sguardo
per consentire la graduale conquista di spazio e la "degustazione"
della riflessione profonda.
__Ciò, man mano ha aiutato i genitori
e le educatrici ad imparare ad andare al di là del solo sentire;
per il gruppo ha assunto il significato di ascoltare l'altro,
rispettandone i tempi di elaborazione, beneficiando di un'importante
opportunità formativa: scoprire e assaporare il gusto della ricchezza
comunicativa del silenzio. Per il gruppo, il silenzio durante
gli incontri ha perso gradualmente i connotati negativi e non
costituendo fonte d'imbarazzo, è venuta meno l'urgenza di contrastarlo
anche tramite il "parlarsi sopra" l'un l'altro.
__Infatti, nel gruppo il susseguirsi
di "shhh" dei neogourmet del silenzio, sempre più frequenti da
un incontro all'altro, indirizzati ai più "chiassosi", hanno testimoniato
l'interesse crescente e il desiderio di prestare attenzione, ai
contenuti delle slide, all'autoriflessione e alle dichiarazioni
degli altri partecipanti.
__Non è stato esercitato nessun pressing,
nessuna "marcatura a uomo", ma sono stati proposti stimoli per
promuovere l'introspezione e il confronto con gli altri, nel rispetto
e nella tutela dei tempi di maturazione di ogni Persona. Gli stimoli
dello Specialista (presentati nelle slide) non hanno vincolato
né condizionato in alcun modo il procedere del percorso di riflessione
del gruppo, non hanno avuto funzione né di "paletti", né di "boe
o tappe argomentative" obbligate, per guadagnare l'accesso alle
successive sollecitazioni (come nella logica di un videogame!),
non hanno ostacolato il fluire fisiologico del vissuto emotivo
dei partecipanti, ma hanno messo a disposizione "spunti" per agevolarne
l'espressione.
__Hanno costituito una sorta di piattaforma
tematica, di promemoria dei bisogni espressi dai partecipanti
in fase progettuale, a cui potersi riallacciare in itinere.
__L'attenzione né focalizzata, né
tantomeno blindata solo sulla sollecitazione proposta dalla slide,
dirigendosi su più fronti, ha incoraggiato uno "sfogatoio" che
con l'implicita valenza liberatoria, si è rivelato indispensabile
per suscitare nei partecipanti il desiderio di lasciare scorrere
riflessioni non solo sul ruolo di padri e madri, quanto sul tipo
di rapporto con i propri genitori. A tal proposito, vengono riportati
esempi di considerazioni, scaturiti dalla proposta stimolo presentata
nella slide, del concetto-chiave ", dialogo:
- "Io, che oggi sono mamma, non ricordo di aver mai avuto un dialogo
con mia madre".
- "Mia madre, invece, era estremamente invadente, voleva sempre
saper tutto di me"
"La mia famiglia era numerosa e povera, non c'era tempo per il
dialogo!"
__Lo sguardo sul passato di figli
è avvenuto attraverso una lente di ingrandimento. Non pochi, in
questa occasione, hanno voluto proporsi fermamente di non clonare
gli errori educativi dei propri genitori, risparmiando ai figli
le sofferenze subite in passato. Si è trattato di visualizzare
la "rassegna filmica" del vissuto di Figlio, costellato anche
da flashback positivi (come l'amorevolezza dei nonni, le feste
in famiglia, i compleanni, le festività di tradizione religiosa)
basilare per rivedersi nel ruolo di Educatore e riapprezzare valori
quasi perduti ma ancora rivivibili nel nuovo nucleo familiare.
__Il Percorso ha richiesto ai genitori
un impegno notevole e una reale motivazione nel restituirSI il
ruolo e le competenze umane necessarie per vivere il delicato
e complesso rapporto con i figli.
__La crepa, assolutamente inattesa
dal gruppo, creata dalla totale assenza di consigli, orientamenti
o indicazioni e soprattutto l'iniziale senso di smarrimento è
stato superato grazie alla presenza vigile dello Specialista,
finalizzata a far leva sulle risorse e sulle abilità attraverso
lo stimolo alla Riflessione di tutti partecipanti, compresi i
più insicuri. Questo aspetto della relazione Specialista - Gruppo
ha costituito il presupposto imprescindibile per i partecipanti
che hanno intrapreso "autonomamente" il Percorso alla scoperta
di se stessi arricchiti di nuovi stimoli, maggiormente disponibili
ai cambiamenti e all'avvio di una costruttiva e armoniosa RECIPROCITA'
nel relazionarsi con i figli e con le Educatrici.
__Il graduale dipanamento del bandolo
della "matassa" è coinciso con la progressiva emancipazione della
Persona, ben individuabile nella conversione del processo di Formazione
in AutoFormazione, nonché con il raggiungimento della finalità
educativa del Percorso, riassumibile nell'espressione "Conoscersi
per conoscere". In conclusione, alcune testimonianze rilasciate
dalle mamme del gruppo:
- "Dall'inizio di questo percorso ad oggi mi sento diversa…meno
ansiosa, meno tesa e paurosa. Il mio approccio con i miei figli
sta cambiando e sento meno la necessità di imporre sempre e solo
la mia volontà, ma la cosa più piacevole e che contemporaneamente
stanno cambiando anche i miei bambini e stare insieme, adesso
è più bello!".
Isabella, mamma di Cecilia (2 anni e mezzo) e di Gabriele (5 anni).
- "E' bello stare qui insieme, è stata davvero una trovata geniale
quella di creare uno spazio dedicato solo a noi genitori, si farà
un nuovo percorso anche l'anno prossimo?".
Marzia, mamma di Francesco (2 anni)
- "Riscoprirmi nel ruolo di donna e madre mi ha resa più sicura,
ora faccio a modo mio, mi sono svincolata dai consigli ingombranti
e non richiesti come quelli di mia suocera". Rosalba, mamma di
Melissa (2 anni)
- "Questo tipo di esperienza mi ha portato a riflettere anche
al di là della durata dell'incontro, mi porto a casa la necessità
di riconsiderare i gesti e le parole quotidiane usate con le mie
bambine...mi sento più stimolata a guardare da vicino i dettagli
e gli effetti di quanto viene detto e fatto in famiglia, sembrerà
strano ma a volte diamo per scontate le cose più essenziali nello
stare con i nostri cari". Franca, mamma di due gemelle (2 anni)
__Ritrovare il gusto di essere genitori,
rinnovare le proprie motivazioni e disponibilità nei confronti
dei figli, procedere più armoniosamente in un percorso di crescita
condiviso, volgere uno sguardo al proprio passato per vivere con
maggior equilibrio il presente è indubbiamente la premessa per
gettare le basi di un futuro sociale migliore.
Del resto, com'è noto, difatti "i figli fanno crescere!".
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