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INCONTRI DI REFLECTING PER L'EVOLUZIONE CONTINUA DI SE'
Carmen Torrisi

__Un iniziale e breve sguardo ad alcuni recenti dati Censis relativi al "Futuro della Famiglia", testimoniano che un significativo numero di genitori non ritiene di beneficiare a sufficienza del sostegno delle istituzioni educative pubbliche e private, con il conseguente e crescente disagio avvertito nella funzione quotidiana di primi formatori.
__Questo aspetto, introduce il tema della relazione, sollecitando l'attenzione sulle possibili vie operative che, come professionisti dell'aiuto alla persona, possiamo perseguire per rispondere adeguatamente alle improrogabili istanze dei genitori. Il riferimento a dati meramente statistici, fornisce un'immagine virtuale del sociale che non può rimanere slegata dalla ricerca empirica; lo specialista, infatti, prende atto di quanto emerso dalle indagini, nella consapevolezza che solo la pratica clinica, il vivere la persona nel vis à vis, offra e in modo valido, l'opportunità di conoscerla fino ad incontrarla autenticamente.
__Il disagio relazionale nelle dinamiche familiari, lamentato dai genitori che chiedono il nostro intervento, è la causa più frequente e rilevante nella lacerazione di equilibri spesso già precari (vedi es. "famiglia allargata"). Lavorare d'anticipo su questo aspetto, per noi significa progettare, realizzare e tutelare spazi idonei alla riflessione che generino stimoli idonei affinché la persona con l'aiuto dello specialista, possa scandagliare il proprio vissuto, avviare una analisi ed una osservazione attenta di ciò che risulta avverso all'armonia e alla serenità emotiva con se stesso e con gli altri familiari, spianando la propria strada, per uscire dal caos interiore.
__Il senso di inadeguatezza, di smarrimento e di solitudine provato dai genitori davanti ai ripetuti insuccessi nella prassi educativa genitoriale tra le mura domestiche, sono stati determinanti perché scattasse l'emergenza "revisione regole", all'interno di un Centro Educativo - Ludoteca grossetano, frequentata da bambini di età compresa tra i 12 mesi e i 3 anni.
__Bambini aggressivi, paurosi, ansiosi, diventati motivo di preoccupazione, disorientamento e scoramento, hanno infatti, sollecitato nei Genitori e nelle Educatrici, la necessità di richiedere un aiuto esterno per promuovere un "corso" finalizzato alla "revisione" delle modalità educative, ormai in "avaria".
__Genitori ed educatrici hanno richiesto il mio intervento di comune accordo.
__Come Reflector e Pedagogista clinico, ho individuato nel Metodo Reflecting e nel suo assioma di riferimento, espresso nel concetto di exducere ossia "tirar fuori", l'approccio operativo più congruente con le esigenze prospettatemi dalla situazione.
__Pertanto, nell'erigere il percorso di aiuto per genitori ed educatrici, a fungere da pilastri epistemologici sono stati i Principi scientifici (enunciati nell'art.1 Statuto SIR) che definiscono questa scienza: "ispiratrice di nuovi modelli di vita e di pensiero" e sottolineano che " oltre a rivolgersi al singolo e al gruppo", attraverso lo Specialista "desta, sviluppa, organizza nel sociale un'azione di riscatto contro i fraudolenti tentativi del persuadere e del consigliare ed estende nella società nuove tutele alla libertà individuale". Gli incontri di Reflecting, sono stati realizzati nel periodo novembre 2006 - maggio 2007.
__ L'iniziativa, giunta alla seconda edizione consecutiva nel medesimo Centro, grazie all'ampio consenso riscosso l'anno precedente, ha riottenuto il Patrocinio dell'Assessorato alle Politiche Sociali, Culturali ed Educative del Comune di Grosseto. Inoltre, per offrire l'opportunità di partecipare all'evento formativo anche ai genitori con analoghe difficoltà ma esterni alla struttura, l'iniziativa è stata resa nota alla cittadinanza a mezzo stampa locale.
__ Il Progetto denominato BenEssere Genitori, ha proposto un percorso di 7 incontri (della durata media di circa due ore e con cadenza mensile) a cui hanno partecipato in compresenza Genitori ed Educatrici per rinforzare la concezione di sinergia e di continuità educativa.
__ L'applicazione del Metodo è avvenuta anche tramite videoproiezione di slides con contenuti idonei a favorire la riflessione e l'attenzione intorno a tematiche iniziali di riferimento, individuate in fase progettuale; la cernita degli argomenti è stata compiuta sulla base dell'analisi dei bisogni formativi condotta dalle Educatrici del Centro, responsabili del Coordinamento pedagogico. A conferma degli elementi rilevati dalla suddetta analisi, l'incessante e talvolta pressante richiesta di consigli e di "dritte" per superare disagi di tipo relazionale con i bambini, accompagnata non raramente da ciò che le stesse Educatrici, hanno definito una sorta di confessionale "sfogatoio - lamentatoio lampo", divenuto ormai per le insegnanti una sorta di rituale assillante nei pochi minuti riservati alla consegna-ritiro dei bambini. (Pratica, peraltro, non poco diffusa, dannosa e squalificante di per sé, soprattutto in ambito educativo!)
__L'inizio degli incontri ovvero l'ingresso nel labirinto emotivo del gruppo è coinciso, lungo tutto il percorso, con la presentazione della slide contenente l'argomento preannunciato nella Locandina del Progetto. Si è trattato di uno "start tematico" che fungendo da focus argomentativo, ha agevolato la "rottura del ghiaccio" e la conseguente riduzione dell'imbarazzo dei genitori più timidi, oltre a creare l'opportunità di far affiorare spontaneamente:
- considerazioni
- dubbi
- perplessità
- necessità di conferme, consigli, suggerimenti …
- esigenze di confronto con altri genitori
__La consapevolezza che nella relazione di aiuto la lingua sia uno degli strumenti operativi più complessi e che un suo utilizzo improprio possa condizionare e suggestionare la Persona fino a plagiarla, prescrive nell'applicazione del Reflecting un uso ponderato delle parole, come modalità caratterizzante e assiomatica della disciplina.
__L'elaborazione fraseologica degli stimoli alla riflessione proposti lungo il percorso è stata, quindi, contraddistinta dalla coerenza epistemologica intesa come punto di riferimento; i contenuti proiettati nelle slide, rispettosi dell'impronta linguistico-funzionale, sono stati presentati sostanzialmente come parole chiave di concetti o brevi testi, forme accomunate peraltro, dal tratto stilistico assimilabile al tipo testuale paratattico. La fraseologia paratattica, (priva per definizione di subordinate e costituita sintatticamente da proposizioni principali coordinate da congiunzioni) ha offerto ai partecipanti importanti opportunità formative e agevolando le implementazioni spontanee, li ha resi protagonisti sul piano interpretativo-emotivo-logico; per analoghe finalità sul piano dell'interpunzione, sono stati proposti stimoli grafici con puntini di sospensione. Per evitare interruzioni brusche e modalità coercitive e impositive in odore di sentenza, nei contenuti delle slide non è mai stato utilizzato il "punto" per il suo significato implicito di "stop", di chiusura rispetto ad ulteriori considerazioni. Nessun utilizzo anche del punto interrogativo che per definizione si pone in antitesi con le modalità di accoglienza e di disponibilità caratteristiche del nostro Metodo che non contemplano alcuna forma di invadenza.
__A sostegno dell'agire educativo durante gli incontri e a fungere da sfondo operativo, è stata la presenza del silenzio, uno degli strumenti educativi per eccellenza. Subordinare la sovranità della parola, come professionisti dell'aiuto, significa prendere le distanze dalle tante iniziative caratterizzate dalla lectio ex cathedra di esperti in "Genitorilogia" che generano vere e proprie Scuole per genitori o dalla lectio ex libris che generano dipendenti dalla manualistica di settore.
__I primi minuti del primo incontro sono stati contraddistinti da espressioni ed esclamazioni del gruppo, tipo:
" Siamo pronti a prendere appunti, ecco finalmente chi ci dirà cosa e come fare coni nostri figli!" "Si può avviare l'intervista allo specialista?"
"Secondo lei Dottoressa, quando mia figlia dice le parolacce, cosa dovrei fare? Ignorarla? Punirla? No, me lo dica lei cosa devo fare!".
"Ma che siamo venuti a fare? A che serve un consulente esterno che non consiglia???"
__Così è stato denunciato l'iniziale smarrimento e sgomento per lo specialista "muto" che "si limita solo a guardare". In realtà, il fil rouge operativo dello specialista lungo lo svolgersi dell'intero percorso è stato costituito dall'uso ponderato ed equilibrato delle parole, del silenzio e dello sguardo per consentire la graduale conquista di spazio e la "degustazione" della riflessione profonda.
__Ciò, man mano ha aiutato i genitori e le educatrici ad imparare ad andare al di là del solo sentire; per il gruppo ha assunto il significato di ascoltare l'altro, rispettandone i tempi di elaborazione, beneficiando di un'importante opportunità formativa: scoprire e assaporare il gusto della ricchezza comunicativa del silenzio. Per il gruppo, il silenzio durante gli incontri ha perso gradualmente i connotati negativi e non costituendo fonte d'imbarazzo, è venuta meno l'urgenza di contrastarlo anche tramite il "parlarsi sopra" l'un l'altro.
__Infatti, nel gruppo il susseguirsi di "shhh" dei neogourmet del silenzio, sempre più frequenti da un incontro all'altro, indirizzati ai più "chiassosi", hanno testimoniato l'interesse crescente e il desiderio di prestare attenzione, ai contenuti delle slide, all'autoriflessione e alle dichiarazioni degli altri partecipanti.
__Non è stato esercitato nessun pressing, nessuna "marcatura a uomo", ma sono stati proposti stimoli per promuovere l'introspezione e il confronto con gli altri, nel rispetto e nella tutela dei tempi di maturazione di ogni Persona. Gli stimoli dello Specialista (presentati nelle slide) non hanno vincolato né condizionato in alcun modo il procedere del percorso di riflessione del gruppo, non hanno avuto funzione né di "paletti", né di "boe o tappe argomentative" obbligate, per guadagnare l'accesso alle successive sollecitazioni (come nella logica di un videogame!), non hanno ostacolato il fluire fisiologico del vissuto emotivo dei partecipanti, ma hanno messo a disposizione "spunti" per agevolarne l'espressione.
__Hanno costituito una sorta di piattaforma tematica, di promemoria dei bisogni espressi dai partecipanti in fase progettuale, a cui potersi riallacciare in itinere.
__L'attenzione né focalizzata, né tantomeno blindata solo sulla sollecitazione proposta dalla slide, dirigendosi su più fronti, ha incoraggiato uno "sfogatoio" che con l'implicita valenza liberatoria, si è rivelato indispensabile per suscitare nei partecipanti il desiderio di lasciare scorrere riflessioni non solo sul ruolo di padri e madri, quanto sul tipo di rapporto con i propri genitori. A tal proposito, vengono riportati esempi di considerazioni, scaturiti dalla proposta stimolo presentata nella slide, del concetto-chiave ", dialogo:
- "Io, che oggi sono mamma, non ricordo di aver mai avuto un dialogo con mia madre".
- "Mia madre, invece, era estremamente invadente, voleva sempre saper tutto di me"
"La mia famiglia era numerosa e povera, non c'era tempo per il dialogo!"
__Lo sguardo sul passato di figli è avvenuto attraverso una lente di ingrandimento. Non pochi, in questa occasione, hanno voluto proporsi fermamente di non clonare gli errori educativi dei propri genitori, risparmiando ai figli le sofferenze subite in passato. Si è trattato di visualizzare la "rassegna filmica" del vissuto di Figlio, costellato anche da flashback positivi (come l'amorevolezza dei nonni, le feste in famiglia, i compleanni, le festività di tradizione religiosa) basilare per rivedersi nel ruolo di Educatore e riapprezzare valori quasi perduti ma ancora rivivibili nel nuovo nucleo familiare.
__Il Percorso ha richiesto ai genitori un impegno notevole e una reale motivazione nel restituirSI il ruolo e le competenze umane necessarie per vivere il delicato e complesso rapporto con i figli.
__La crepa, assolutamente inattesa dal gruppo, creata dalla totale assenza di consigli, orientamenti o indicazioni e soprattutto l'iniziale senso di smarrimento è stato superato grazie alla presenza vigile dello Specialista, finalizzata a far leva sulle risorse e sulle abilità attraverso lo stimolo alla Riflessione di tutti partecipanti, compresi i più insicuri. Questo aspetto della relazione Specialista - Gruppo ha costituito il presupposto imprescindibile per i partecipanti che hanno intrapreso "autonomamente" il Percorso alla scoperta di se stessi arricchiti di nuovi stimoli, maggiormente disponibili ai cambiamenti e all'avvio di una costruttiva e armoniosa RECIPROCITA' nel relazionarsi con i figli e con le Educatrici.
__Il graduale dipanamento del bandolo della "matassa" è coinciso con la progressiva emancipazione della Persona, ben individuabile nella conversione del processo di Formazione in AutoFormazione, nonché con il raggiungimento della finalità educativa del Percorso, riassumibile nell'espressione "Conoscersi per conoscere". In conclusione, alcune testimonianze rilasciate dalle mamme del gruppo:
- "Dall'inizio di questo percorso ad oggi mi sento diversa…meno ansiosa, meno tesa e paurosa. Il mio approccio con i miei figli sta cambiando e sento meno la necessità di imporre sempre e solo la mia volontà, ma la cosa più piacevole e che contemporaneamente stanno cambiando anche i miei bambini e stare insieme, adesso è più bello!".
Isabella, mamma di Cecilia (2 anni e mezzo) e di Gabriele (5 anni).
- "E' bello stare qui insieme, è stata davvero una trovata geniale quella di creare uno spazio dedicato solo a noi genitori, si farà un nuovo percorso anche l'anno prossimo?".
Marzia, mamma di Francesco (2 anni)
- "Riscoprirmi nel ruolo di donna e madre mi ha resa più sicura, ora faccio a modo mio, mi sono svincolata dai consigli ingombranti e non richiesti come quelli di mia suocera". Rosalba, mamma di Melissa (2 anni)
- "Questo tipo di esperienza mi ha portato a riflettere anche al di là della durata dell'incontro, mi porto a casa la necessità di riconsiderare i gesti e le parole quotidiane usate con le mie bambine...mi sento più stimolata a guardare da vicino i dettagli e gli effetti di quanto viene detto e fatto in famiglia, sembrerà strano ma a volte diamo per scontate le cose più essenziali nello stare con i nostri cari". Franca, mamma di due gemelle (2 anni)
__Ritrovare il gusto di essere genitori, rinnovare le proprie motivazioni e disponibilità nei confronti dei figli, procedere più armoniosamente in un percorso di crescita condiviso, volgere uno sguardo al proprio passato per vivere con maggior equilibrio il presente è indubbiamente la premessa per gettare le basi di un futuro sociale migliore.
Del resto, com'è noto, difatti "i figli fanno crescere!".

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